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La finanza

"Quando l'economia è ridotta ad un casinò
vuol dire che le cose non vanno affatto bene"
John Maynard Keynes

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I derivati

Si chiamano derivati quei contratti o titoli il cui prezzo deriva dal valore di mercato di uno o più beni, detti "attività sottostanti", come azioni, obbligazioni, indici finanziari, valute, tassi d'interesse, prodotti come il petrolio, caffè, mais, soia, ecc. o dal verificarsi di un determinato evento nel futuro.
Ci sono molte tipologie di derivati.
I futures sono contratti molto standardizzati, negoziati nelle borse ufficiali; con i futures si ci  impegna ad acquistare (o a vendere) alla scadenza ed al prezzo prefissati l'attività sottostante, ad esempio, grano, oro, metalli, caffè, ecc., oppure una valuta (currency futures) o azioni (financial futures).
I forward si differenziano dai futures per il fatto di essere contratti stipulati (come altre tipologie di derivati) fuori dalle borse ufficiali, in mercati alternativi, detti "OTC - over the counter": si tratta di mercati - non regolamentati - creati da istituzioni finanziarie e da professionisti tramite reti telematiche.
Poi ci sono le opzioni, che conferiscono la facoltà, non l'obbligo, di comprare (call) o vendere (put) un determinato titolo a una determinata data futura a un determinato prezzo detto "strike price".
I prodotti derivati sono utilizzati, principalmente, per finalità di:
- ridurre il rischio su beni o titoli finanziari (finalità di copertura o hedging);
- conseguire un profitto (finalità speculativa).
I derivati hanno una storia molto lunga: già nel Medioevo e nel Rinascimento forme relativamente semplici di contratti tipo i derivati erano usati in alcune città italiane, che erano allora alla guida dell’economia europea.
Poi, nel seicento, forme sofisticate di opzioni e futures erano ampiamente utilizzate alla borsa di Amsterdam.
Già allora tali tecniche si prestavano facilmente ad abusi, truffe, manipolazioni; così in Inghilterra, nel 1733, dopo uno scandalo borsistico, una legge proibì alla borsa londinese la contrattazione di opzioni e future.
Dalla metà dell’Ottocento, la borsa di Chicago ha negoziato i future sulle merci agricole, mentre il mercato dei future e delle opzioni sulle azioni si è affermato a partire dal 1972-73.

Oltre ai futures ed alle opzioni, ci sono altri tipologie di derivati, tra cui i contratti di swap.
Con i contratti swap si può scambiare un importo in una valuta con un importo in una valuta diversa: ad esempio, un’impresa italiana che abbia esportato merci negli Stati Uniti con pagamento in dollari a sei mesi (periodo nel quale dovrebbe quindi affrontare il rischio che il dollaro si deprezzi nei confronti dell’euro) potrebbe cancellare tale rischio scambiando, tramite uno swap di valute (currency swap - CS): questo importo con quello di un’impresa statunitense che abbia esportato merci in un paese europeo con pagamenti in euro, sempre a sei mesi.
Altre volte gli swap sono utilizzati per scambiare un tasso di interesse fisso con uno variabile (interest rate swap - IRS): per esempio, una persona A corrisponde gli interessi che percepisce da un'obbligazione a tasso variabile - tramite uno swap - a un soggetto B, che, a sua volta, gli gira gli interessi di un bond a tasso fisso.
Lo scambio dei tassi di interesse in uno swap oltre agli interessi attivi può riguardare anche interessi passivi (debiti), per esempio tra una persona con mutuo a tasso variabile ed una con un mutuo a tasso fisso.
Invece i credit default swap - CDS sono contratti di assicurazione che prevedono un pagamento nel caso di fallimento di un'azienda.

I rischi

Mentre con le opzioni è possibile perdere al massimo il prezzo dell'acquisto dell'opzione, nel caso dei future non è infrequente poter subire perdite molto superiori, ad esempio, impegnandosi con un future call ad acquistare un bene che poi sale molto di prezzo.

In generale, il rischio di un derivato è difficile da stimare poiché dipende da una variabile sottostante.
Nel tentativo di stimarne il rischio si è ricorsi a metodi statistici di calcolo delle probabilità, anche molto complicati; non a caso i derivati vengono spesso concettualmente equiparati alle scommesse, più che a degli investimenti (fino al 2000 negli USA i derivati finanziari erano soggetti alle sanzioni previste contro il gioco d’azzardo).

Complicazioni e trappole

Con gli swap le complicazioni sono maggiori: nel caso di uno swap che abbina un cliente con mutuo a tasso variabile con uno a tasso fisso, lo scambio resta invisibile alle banche interessate per le quali resta lo stesso ciascun titolare del proprio mutuo e ciascun cliente ignora chi sia l'altro. Lo schema dei flussi finanziari è quello di un cliente A che ha un mutuo a tasso fisso e inizia a pagare alla società finanziaria un mutuo a tasso variabile di un cliente B; la società finanziaria darà il denaro al cliente B che pagherà la sua banca; in cambio il cliente A riceverà le rate del suo mutuo a tasso fisso dalla società finanziaria, pagatele dal cliente B. Ma, in caso di insolvenza del cliente B, il cliente A dovrà pagare due mutui: il proprio, senza ricevere somme dalla società finanziaria in quanto B è insolvente, e quello di B alla sua banca, poiché resta valido l'impegno con la società finanziaria,  a meno che non abbia avuto l'accortezza di inserire una specifica clausola liberatoria.
Numerosi swap, nei prestiti alle società finanziarie, contengono una clausola che dà mandato alla finanziaria "di agire per conto e in nome suo presso istituti di credito o enti finanziari allo scopo di ottenere quanto richiesto alle migliori condizioni"; in questi casi lo swap viene girato a un'altra finanziaria, che si farà viva dopo un po' di tempo chiedendo interessi maggiori e un'altra provvigione per l'istruttoria della nuova richiesta di credito. La clausola non può considerarsi vessatoria, ma cambia radicalmente la natura del contratto perché si ci può trovare a pagare un mutuo diverso da quello iniziale.

FONTI (finanza)

logohttp://it.wikipedia.org/wiki/Strumento_derivato
http://it.wikipedia.org/wiki/Swap
http://www.finansol.it - Cosa sono i derivati di Vincenzo Comito
http://www.consob.it/main/trasversale/risparmiatori/investor/prodotti_derivati