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La crisi dell'euro

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Euro - Unione economica e monetaria:
Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Grecia (dal 2001), Slovenia (dal 2007), Cipro e Malta (dal 2008), Slovacchia (dal 2009), Estonia (dal 2011).

Unione Europea:
Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Spagna; dal 1995 Austria Finlandia e Svezia; dal 2004 Malta, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Slovenia, Cipro; dal 2007 Bulgaria e Romania.


Paesi europei non Ue: Albania, Bielorussia, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Islanda, Kosovo, Macedonia (Ex repubblica iugoslava di), Moldavia, Montenegro, Norvegia, Russia, Serbia, Svizzera, Turchia, Ucraina.

L'Euro

L'euro è stato adottato inizialmente da: Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Spagna.
La circolazione dell'euro ha avuto inizio il 1º gennaio 2002 nei dodici paesi dell'Unione che per primi hanno adottato la nuova valuta, ma già dal 1999 l'euro era presente nei mercati finanziari.
In seguito hanno adottato l'euro: dal 1° gennaio 2007 la Slovenia, dal 2008 Malta e Cipro, dal  2009 la Slovacchia, dal 2011 l'Estonia, dal 2014 la Lettonia e dal 2015 la Lituania.
Inoltre l'euro è adottato anche da Città del Vaticano, San Marino, Principato di Monaco (con accordi con l'UE), e Andorra, Montenegro e Kossovo (unilateralmente).
Inoltre altri paesi dell'Unione Europea (Svezia, Bulgaria, Polonia, Rep. Ceca, Ungheria e Romania) dovrebbero entrare nell'euro, mentre Regno Unito e Danimarca possono mantenere le loro monete nazionali.
L'euro è amministrato dalla Banca Centrale Europea (BCE), con sede a Francoforte.

europa dell'euro Per far parte dell'unione monetaria dell'euro, ogni stato doveva rispettare i criteri definiti nel Trattato di Maastricht.
Maastricht è una cittadina olandese (nel cui assedio morì nel 1673 il comandante dei moschettieri, Charles d'Artagnan) dove il 7 febbraio 1992 è stato firmato il Trattato costitutivo dell'Unione Europea.
Per costituire l'unione monetaria fu stabilita la creazione di una Banca Centrale Europea, una fase preliminare di tassi di cambio fissi tra le monete nazionali e quindi la sostituzione delle monete nazionali con l'euro; quest'ultima fase subordinata al rispetto di 5 parametri, tra cui:
- rapporto tra deficit pubblico e PIL non superiore al 3%;
- rapporto tra debito pubblico e PIL non superiore al 60% (Belgio e Italia furono esentati).
Fra i paesi che avevano chiesto l'adesione alla moneta unica sin dal suo esordio, la Grecia era l'unica che non rispettava nessuno dei criteri stabiliti; fu comunque ammessa nel 2001.

Italia e altri paesi europei in crisi

A partire dal 2009-2010 alcuni paesi dell'euro attraversano una lunga crisi economica, a seguito della crisi americana dei mutui subprime del 2007-2008.
La crisi degli Stati Uniti ha provocato nel 2009 una recessione economica pressoché mondiale, ma poi, dal 2010, le economie di alcuni paesi si sono incamminate verso una ripresa, mentre in altri paesi la situazione si è aggravata.
Come mai?
La crisi finanziaria dei mutui sub-prime dal 2008 si è trasformata in una crisi del debito sovrano, grazie alla combinazione delle misure straordinarie prese per sorreggere il sistema finanziario ed i forti squilibri, presenti già da tempo nelle finanze pubbliche di molti Paesi del mondo occidentale.
Questi Paesi europei presentano conti pubblici in passivo ed una scarsa competitività dell'economia nazionale, fattori che rendono incerta la loro capacità di ripagare il debito pubblico accumulato.
Per questi paesi in crisi economica, alcuni giornalisti economici hanno coniato il termine PIIGS, quale acronimo di Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna, ma anche spregiativo per l'assonanza con la parola "pigs" (maiali).
Per misurare la "febbre" di questa crisi, si deve innanzitutto osservare (tabella sotto) l'andamento del principale indicatore dell'economia di un paese,il PIL (Prodotto Interno Lordo) che misura il valore (a prezzi di mercato) di tutto ciò che viene prodotto (merci e servizi) nella nazione; il volume del PIL di una nazione (in inglese detto GDP - Gross Domestic Product) esprime la sua grandezza economica.
La diminuzione del PIL ("recessione") è l'indice principale della crisi economica; per comprenderne le cause occorre considerare i fattori che più determinano la debolezza delle economie di questi paesi, a cominciare dal debito pubblico.
PIL in % rispetto all'anno precedente
(dati Eurostat: real GDP growth rate)

20082009201020112012201320142015
Germania+1,1 -5,6 +4,1+3,7 +0,4+0,3 +1,6+1,7
Inghilterra-0,5-4,2+1,5+2,0+1,2 +2,2+2,9+2,3
Francia-0,2-2,9+2,0+2,1+0,2 +0,7+0,2+1,2
Portogallo +0,2-3,0+1,9 -1,8-4,0-1,1 +0,9+1,5
Irlanda-2,2-5,60,4+2,6+0,2+2,6+5,2 +7,8
ITALIA-1,1-5,5+1,7+0,6-2,8-1,7-0,3 +0,8
Grecia-0,3-4,3-5,5-9,1-7,3 -3,20,7-0,2
Spagna+1,1-3,60 -1,0-2,6-1,71,43,2

Debito pubblico e PIL

Il debito pubblico o debito sovrano è il debito che gli stati, tramite l'emissione di obbligazioni o titoli di stato (BOT, BTP, CCT, ecc.), hanno contratto negli anni con sottoscrittori (individui, imprese, banche e stati, nazionali ed esteri) allo scopo di finanziare le proprie attività (e sostenere l'economia nazionale).
Più del valore assoluto del debito pubblico di uno stato, è importante il rapporto tra debito e PIL, per comprendere quanto uno stato possa essere in grado di risanare il proprio debito pubblico.
La tabella seguente mostra che Belgio, Irlanda, Portogallo, Italia e Grecia hanno un debito che supera il 100% del loro PIL, mentre la situazione di Francia, Spagna e Inghilterra è comunque abbastanza grave.


Debito/PIL

anno 2015 - dati Eurostat
(general government gross debt)
Germania71,2 %
Inghilterra89,2 %
Francia95,8 %
Spagna99,2 %
Belgio106 %
Irlanda93,8 %
Portogallo129,0 %
Italia132,7 %
Grecia176,9 %
Nel mondo,il Giappone ha il peggior rapporto debito/Pil (245% nel 2014), eppure lo yen è una moneta forte e il Giappone non ha difficoltà ad ottener credito e riesce a piazzare bene i suoi bond (obbligazioni statali) che fruttano interessi solo dell'1%. Come mai?
Ci riesce perché il 95% per cento del debito giapponese è in mano ai giapponesi, che evidentemente si accontentano (gli italiani detengono solo il 55% circa del debito pubblico italiano); inoltre il Giappone ha una storia di molti anni di forte attivo nel commercio con l'estero.
Nella classifica (stilata dalla CIA) dei pesi più indebitati, dopo il Giappone, ci sono Zimbabwe e la Grecia, poi l'Italia al 4° posto!

Come si è formato il debito pubblico?

debito Il debito si è formato dal cumularsi del deficit di più anni.
Il deficit (o disavanzo pubblico) è la parte della spesa pubblica non coperta dalle entrate, quando lo stato spende più di quanto incassa.
Quando il rapporto debito/PIL peggiora, ciò può essere causato sia da un aumento assoluto del debito, per il sommarsi di ulteriori deficit (sempre più spese rispetto alle entrate), sia da una riduzione del PIL (cosa accaduta a seguito della crisi dei mutui sub-prime) oppure da entrambi i fattori.
Così è avvenuto in Italia, dove i deficit (per spese maggiori rispetto all'entrate) registrati tutti gli anni sono andati ad aggiungersi al debito pre-esistente,  mentre il PIL cresceva poco o diminuiva.
Anche nei principali paesi europei il debito pubblico è quasi sempre peggiorato dopo il 2008.
Debito Pubblico dal 2008 al 2013 (in % sul PIL)
dati Eurostat - general government gross debt
20082009201020112012201320142015(2015>2008)
Germania
64,972,48178.379,677,274,771,2(+6,3)
Francia
68,17981,785,289,692,495,495,8(+27,7)
Italia
102,4112,5115,4116,5123,3129132,5132,7(+30,3)
Inghilterra
51,765,776,681,885,386,288,289,2(+37,5)
Irlanda
42,461,886,8109,1120,1120107,593,8(+51,4)
Portogallo
71,783,696,2111,4126,2129130,2129(+57,3)
Spagna
39,452,760,169,585,493,799,399,2(+59,8)
Grecia
109,4126,7146,2172,1159,6177,7180,1176,9(+67,5)
Il confronto con gli altri paesi mostra come l'Italia ha avuto in questi anni un incremento relativamente limitato del debito pubblico, ma il problema data da prima, visto che nel 2007 l'Italia aveva già un debito pubblico che superava ampiamente tutto il PIL.
Dall'unità d'Italia ad oggi, in più periodi (dal 1881 al 1906, dal 1918 al 1924 e dal 1941 al 1943), il rapporto debito/pil ha superato il 100% (fino a raggiungere il 125% nel 1920). 
Dal dopoguerra fino al 1970, il rapporto debito pubbico/PIL si è mantenuto entro il 33%.
Poi è costantemente aumentato fino a superare il 120% del PIL nel 1995.
La figura illustra come si è modificato negli ultimi anni, in relazione ai vari governi di centrosinistra (Prodi, D'Alema, Letta, Renzi) e di centrodestra (Berlusconi) che sono succeduti al governo Dini.
grafico del debito italiano

II deficit

Nel 1992, il Trattato di Maastricht aveva stabilito, tra i parametri di convergenza delle economie nazionali per l'ingresso nell'euro, un debito pubblico non superiore al 60% del PIL.
Il debito della Spagna però è cresciuto molto (nel 2007 era solo al 36%) a causa del rapido sommarsi dei deficit accumulati negli ultimi anni; la tabella qui sotto mostra che la Spagna è passata dall'avere un  bilancio chiuso con un saldo attivo, al registrare dal 2008 in poi, deficit elevati (ben oltre il limite del 3% fissato dal Trattato di Maastricht).

DEFICIT (in % del PIL - dati Eurostat: Government deficit/surplus, debt and associated data)
2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015
Germania - 0,2 - 3,2 - 4,2 - 1 -0,1 - 0,1 + 0,3 + 0,7
Francia - 3,2 - 7,2 - 6,8 - 5,1 - 4,8 - 4 - 4 - 3,5
Italia - 2,7 - 5,3 - 4,2 - 3,5 - 2,9 - 2,9 - 3 - 2,6
Inghilterra - 5 - 10,7 - 9,6 - 7,7 - 8,3 - 5,6 - 5,6 - 4,46
Irlanda - 7 - 13,8 - 32,3 - 12,6 - 8 - 5,7 - 3,8 - 2,3
Portogallo - 3,8 - 9,8 - 11,2 - 7,4 - 5,7 - 4,8 - 7,2 - 4,4
Spagna - 4,4 - 11 - 9,4 - 9,6 - 10,4 - 6,9 - 5,9 - 5,1
Grecia - 10,2 - 15,2 - 11,2 - 10,2 - 8,8 - 13 - 3,6 - 7,2

La tabella mostra che il bilancio statale di tutti i Paesi (salvo la Germania) è notevolmente peggiorato dal 2008, cosa che ha prodotto il diffuso aumento del debito pubblico.

Debiti con chi?

Gli stati si finanziano principalmente attraverso le tasse, ma se le spese superano le entrate si finanziano attraverso l'emissione di obbligazioni (in inglese, bond), dette titoli di stato, per differenziarle dalle obbligazioni emesse da altri enti o società.
Le obbligazioni hanno un termine, ovvero una scadenza entro la quale il debitore (lo stato) si impegna a restituire il capitale; inoltre chi acquista ("sottoscrive") le obbligazioni guadagna un interesse, che può essere corrisposto sia mediante il pagamento di "cedole" (fisse o variabili) durante la vita del titolo, sia anticipato all'emissione, attraverso un prezzo di acquisto minore del valore nominale.
Fino al 1999 i titoli di stato erano consegnati in forma cartacea all'acquirente, che poi doveva recarsi in banca per la riscossione degli interessi previo "stacco" di una "cedola" allegata al titolo stesso; oggi i titoli sono rappresentati da iscrizioni contabili (ricevuta bancaria ed estratto conto dei titoli registrati sul deposito titoli).
In Italia, il Il Ministero dell'Economia e delle Finanze emette diversi titoli di Stato, ciascuno con diverse caratteristiche di scadenza, di rendimento e di modalità di pagamento degli interessi dovuti:
- Buoni Ordinari del Tesoro (BOT),
- Buoni del Tesoro Poliennali (BTP),
- Buoni del Tesoro Poliennali indicizzati all'Inflazione Europea (BTP€),
- Certificati di Credito del Tesoro (CCT),
- Certificati di Credito del Tesoro collegati al tasso euribor (CCTeu),
- Certificati del Tesoro Zero Coupon (CTZ).
I titoli di stato vengono inizialmente collocati tramite aste, poi sono scambiati sul cosiddetto "mercato secondario".
L'italia, data la sua grave situazione debitoria è considerata poco affidabile e quindi per vendere i suoi titoli deve offrire una maggiore remunerazione rispetto, per esempio, alla Germania, i cui titoli di stato (Bund) sono considerati il punto di riferimento; la differenza di rendimento con i Bund è detta "spread".

ultimo aggiornamento: 22 maggio 2016

FONTI (euro)

logo http://it.wikipedia.org/wiki/Euro
http://www.aspeninstitute.it/spenia-online/article/le-cause-di-fondo-della-crisi-economica -diseguaglianze-e-squilibri-globali di Francesco Saraceno
http://epp.eurostat.ec.europa.eu/portal/page/portal/statistics/search_database (GDP per capita ; GDP and main components - volumes ; General government gross debt - percentage of GDP ; Government deficit/surplus, debt and associated data)
http://data.worldbank.org/indicator/NY.GDP.PCAP.CD/countries
http://www.oipamagazine.eu - Il debito pubblico giapponese supera quello italiano, ma perché viene giudicato meglio dai mercati? di Serena Torielli
http://www.dt.tesoro.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/debito_pubblico/
presentazioni_studi_relazioni/20_12_1999_Relazione-del-Direttore-G.pdf
Eurostat - General government deficit/surplus
https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/rankorder/2186rank.html