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I.O.R. - la banca del Vaticano


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IOR - Istituto per le Opere di Religione

L' Istituto per le Opere di Religione (IOR), con sede nella Città del Vaticano, è un istituto di credito diretto da un direttore generale, che riferisce ad un consiglio di amministrazione ("consiglio di sovraintendenza"), nominato da una commissione composta da cinque cardinali, scelti dal Papa.
IOR Lo IOR fa parte della struttura amministrativa della Chiesa cattolica, ma non è la banca centrale della Santa Sede (che invece è l'APSA Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica).
Lo IOR ha origine dalla «Commissione ad pias causas» costituita dal Papa Leone XIII nel 1887.
Lo IOR è una vera e propria banca, senza sportelli, ma che amministra i capitali degli ordini religiosi, degli istituti della Chiesa, delle diocesi, delle parrocchie e degli organismi vaticani. Ha 130 dipendenti e una sola sede, nella città del Vaticano, collocata nel torrione "Niccolò V". Si entra attraverso una porta discreta, senza una scritta, una sigla o un simbolo. Soltanto il presidio delle guardie svizzere notte e giorno ne segnala l'importanza.

Cosa dovrebbe fare lo IOR

In teoria, secondo l'art.2 dello Statuto dello IOR, "Scopo dell'Istituto è di provvedere alla custodia e alla amministrazione dei beni mobili ed immobili trasferiti od affidati all'Istituto medesimo da persone fisiche o giuridiche e destinati ad opere di religione e di carità. L'Istituto pertanto accetta beni con la destinazione, almeno parziale e futura, di cui al precedente comma. L'Istituto può accettare depositi di beni da parte di Enti e persone della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano."

E cosa ha fatto

Lo IOR è stato spesso criticato per la spregiudicatezza del suo operare.
Nel 1962 lo IOR era socio per il 25% della "Banca Privata" di Michele Sindona (morto avvelenato in carcere nel 1984 appena dopo essere stato condannato all'ergastolo per l'uccisione dell'avv. Giorgio Ambrosoli, curatore fallimentare della Banca Privata).
Dal 1971 lo IOR è stato diretto dall'arcivescovo Paul Marcinkus, che ha fondato nel 1971 con Roberto Calvi nelle Bahamas la "Cisalpina Overseas Nassau Bank" (poi "Banco Ambrosiano Overseas", indagato per riciclaggio di denaro proveniente dal narcotraffico), nel cui consiglio di amministrazione figuravano anche Sindona e Licio Gelli.
Nel 1973 Marcinkus fu interrogato dal dipartimento di giustizia degli Stati Uniti per una vicenda di riciclaggio di denaro e obbligazioni false che partiva dalla mafia newyorkese e approdava in Vaticano, per un totale di 950 milioni di dollari; alle indagini fecero seguito alcuni arresti, ma Marcinkus fu assolto per insufficienza di prove.

Marcinkus, IOR e Banco Ambrosiano

Marcinkus, in quanto presidente dello IOR, fu coinvolto nello scandalo del crack del Banco Ambrosiano (di cui lo IOR fu tra il 1946 e il 1971 il maggior azionista).
Lo IOR e il Banco Ambrosiano, diretto da Calvi, avevano creato una serie di società fantasma con sede in noti paradisi fiscali (Manic - Lussemburgo, Astolfine - Panama, Nordeurop Establishment - Liechtenstein, United Trading Corporation - Panama, Erin - Panama, Bellatrix - Panama, Belrosa - Panama e Starfield - Panama) per mascherare, con un ingarbugliato giro di denaro, duemila miliardi di lire drenati dalle casse del Banco Ambrosiano.
Nel giugno 1982, Calvi, rimasto senza protezioni politiche a seguito della scoperta della loggia massonica P2, fu trovato impiccato sotto il ponte dei frati neri a Londra. Nell'agosto 1982 il Banco Ambrosiano fu posto in liquidazione per il "buco" di 1200 miliardi di lire.
Andreatta Beniamino Andreatta, Ministro del Tesoro, dopo il fallimento dell’Ambrosiano fece in Parlamento un memorabile discorso di accusa contro lo IOR e il Vaticano: "...Il Governo di attende che vi sia una chiara assunzione di responsabilità da parte dello IOR, che in alcune operazioni con il Banco Ambrosiano appare assumere la veste di socio di fatto...”; dopo questo episodio Andreatta fu emarginato dalla vita politica italiana per anni.
Lo IOR, nonostante le "lettere di patronage" con cui aveva garantito la copertura dei debiti delle società off-shore verso il Banco Ambrosiano, si rifiutò di saldare i debiti e, solo dopo diverse trattative, siglò un accordo con le banche creditrici dell'Ambrosiano, versando 406 milioni di dollari a titolo di "contributo volontario, mentre Marcinkus, riusciva a evitare, grazie al passaporto diplomatico vaticano, il mandato di cattura emesso dal Tribunale di Milano.

san pietro

e Wojtyla ?

Marcinkus comunque rimane presidente dello IOR fino al 1989, continuando a dirigere lo IOR anche durante il papato di Wojtyla.
A Karol Wojtyla piace molto quel figlio di immigrati dell'Est che parla bene il polacco, odia i comunisti e sembra così sensibile alle lotte di Solidarnosc (lo IOR è il tramite di finanzaimenti a Solidarnosc).
Quando i magistrati di Milano spiccano mandato d'arresto nei confronti di Marcinkus, il Vaticano si chiude come una roccaforte per proteggerlo, rifiuta ogni collaborazione con la giustizia italiana, sbandiera i passaporti esteri e l'extraterritorialità.
Solo dopo altri dieci anni Wojtyla decide di rimuovere dalla presidenza dello IOR uno dei principali responsabili del crac Ambrosiano.

Papa Luciani contro lo IOR

Lo IOR (la Banca Vaticana) possedeva nel 1972 circa il 51% delle azioni della Banca Cattolica del Veneto, mentre le restanti azioni erano sparse tra piccoli azionisti e le diocesi del Veneto.
La Banca Cattolica del Veneto era stata fondata con il preciso intento di contribuire al lavoro assistenziale del clero a favore dei più bisognosi; per questo la banca prestava denaro al clero a tassi d’interesse ridotti. Ma nel 1972 questi prestiti cessarono e i sacerdoti avrebbero dovuto pagare l’intero tasso d’interesse a prescindere dalla loro destinazione assistenziale.
Il presidente dello IOR, Paul Marcinkus, senza informare il patriarca di Venezia e i vescovi veneti, aveva venduto il 37% delle azioni della Banca Cattolica del Veneto. L’acquirente era Roberto Calvi del Banco Ambrosiano di Milano.
Il fatto clamoroso aveva suscitato disapprovazione e sgomento tra i vescovi e i sacerdoti veneti. Spinto dai vescovi del Veneto, monsignor Luciani si recò direttamente a Roma per esprimere il suo disappunto sull’operazione finanziaria di Marcinkus. L’incontro con il cardinale Giovanni Benelli fu inconcludente, anzi Luciani si ritirò a Venezia convinto dell’immoralità di Paul Marcinkus. I vescovi veneti per protesta chiusero i lori conti presso la Banca Cattolica del Veneto, Luciani trasferì i conti dell’arcivescovado nel piccolo Banco di San Marco.
Diventato Papa Giovanni Paolo I, viene trovato morto il 29 settembre 1978, in circostanze non del tutto chiarite. Nel suo brevissimo pontificato (33 giorni) si era ripromesso un profondo rinnovamento della chiesa e, tra l'altro, di sostituire i vertici dello IOR. Marcinkus soleva dire “Questo Papa non è come quello di prima, vedrete che le cose cambieranno”. Tra le cose che Luciani intendeva di cambiare c'era l’uso del denaro della chiesa alla stregua di una banca qualunque.
Sulla scrivania di Luciani fu trovata una copia del settimanale “Il mondo” aperta su di un’inchiesta che il periodico stava conducendo dal titolo: “Santità … è giusto?”, lettera aperta al pontefice, sul tema delle esportazioni e delle operazioni finanziarie della banca Vaticana. “E’ giusto …” recita l’articolo “… che il Vaticano operi sui mercati di tutto il mondo come un normale speculatore? E’ giusto che abbia una banca con la quale favorisce di fatto l’esportazione di capitali e l’evasione?” 

IOR e denaro sporco ...

L'ombra dello IOR continua ad essere presente in quasi tutti gli scandali: da Tangentopoli (maxitangente Enimont) alle stragi del '93, dalla scalata dei "furbetti" a Calciopoli, dal caso Fiorani e dal caso Anemone alle tangenti di Finmeccanica.
Il motivo è che lo IOR garantisce assoluto anonimato e garanzia di extraterritorialità: un vero paradiso (fiscale) in terra!
I depositi IOR sono 33mila: della maggior parte sono titolari religiosi o enti religiosi, ma ci sono conti appartenenti a laici; conti anonimi, identificati da «numeri di codice».
La guerra per la trasparenza
Lo IOR non ha mai risposto alle "rogatorie internazionali" (richieste della magistratura di altri stati) se non in un'occasione: nel 1983 nell'ambito di un'inchiesta di "Mani pulite" su tangenti dell'Enimont a uomini politici tra cui Andreotti; ma fornendo informazioni risultate poi false!
gotti tedeschi Nel settembre 2009, per dare il via ad un nuovo corso basato sulla trasparenza, il Papa chiama a dirigere lo IOR, uno dei suoi consulenti per l'Enciclica Caritas in Veritate, Ettore Gotti Tedeschi, già capo delle attività italiane del gruppo spagnolo Banco Santander (per il quale ha comprato la Banca Antonveneta poi rivenduta al Monte dei Paschi di Siena).
Nel dicembre 2009, Joaquin Almunia, commissario degli affari economici della Commissione Europea, e l’arcivescovo André Dupuy, nunzio apostolico presso l’Unione europea, siglano un'intesa con cui il Vaticano adotta l’euro e si impegna a conformarsi alla normativa comunitaria contro il riciclaggio.
Questo nuovo corso ha un’accelerazione con la legge vaticana n.127 del 30.12.2010 concernente "La prevenzione ed il contrasto del riciclaggio dei proventi di attività criminose e del finanziamento del terrorismo", e con il "motu proprio" di papa Ratzinger che costituisce l’AIF, l’Autorità di Vigilanza Finanziaria, presieduta dal cardinal Attilio Nicora.
Poi il 25 gennaio 2012 viene approvato il decreto numero 159, che modifica con effetto immediato la legge n.127, con lo scopo dichiarato di renderla conforme alle regole internazionali antiriciclaggio.
Ma sembra che sia Gotti Tedeschi che il cardinale Nicora, si oppongano considerando il nuovo decreto "un passo indietro" nel cammino verso la trasparenza.
Questo è anche il parere di Moneyval: il decreto indebolisce i poteri di ispezione dell'AIF. 
Fatto sta che scoppia uno scontro inusitato nello IOR - e in Vaticano - tra fautori ed oppositori della trasparenza: il 24 maggio 2012 Gotti Tedeschi è  sfiduciato all' unanimità dal Consiglio di Sovrintendenza dello IOR e pertanto rimosso dalla carica di presidente.
La sfiducia è clamorosa; «mai nella storia recente il responsabile di un’istituzione e' stato allontanato dal suo incarico con tanta brutalità».
L'ex presidente Gotti Tedeschi ha dichiarato di essere caduto in disgrazia con le autorità vaticane proprio quando «chiesi notizie dei conti intestati ai laici».
Ma non basta. Tempo dopo, dal sequestro operato dalle Procure di Roma e di Napoli,  si viene a sapere che Gotti Tedeschi era talmente spaventato per la sua stessa vita, da aver organizzato un piano, qualora gli fosse successo qualcosa, per rendere nota la storia di una guerra violenta a proposito della gestione passata e futura dello IOR  e di operazioni di riciclaggio per clienti eccellenti.
JP Morgan chiude con lo IOR
Quando la Banca d'Italia e la Procura di Roma hanno imposto un cambiamento di regime alle banche italiane, lo IOR  ha spostato parte della sua operatività sulla JP Morgan di Francoforte, usando la sponda della filiale di Milano.
Avendo ricevuto richieste d'informazione dall'UIF sulle operazioni compiute da correntisti dello IOR, JP Morgan gira le richieste allo IOR che risponde in misura insufficiente.
JP Morgan il 19 gennaio 2012 chiede ulteriori informazioni su 11 operazioni; ma il 13 febbraio IOR risponde picche e JP Morgan il 30 marzo 2012 chiude il conto dello IOR.

... IOR e Bankitalia

Lo IOR opera aprendo conti in altre banche su cui opera senza che si possa risalire all'effettiva proprietà del denaro, avvalendosi delle prerogative di ente ecclesiastico vaticano.
Così lo IOR è oggetto di accertamenti ispettivi della Banca d'Italia per il mancato rispetto degli obblighi imposti dalla normativa antiriciclaggio, soprattutto per quanto riguarda l'identità dei clienti.
Nel settembre 2010 la Banca d'Italia ha "sospeso" – per sospetta violazione della normativa antiriciclaggio – due bonifici di 3 e 20 milioni di euro che lo IOR aveva eseguito (in favore, rispettivamente, della Banca del Fucino e di JP Morgan Frankfurt) su un proprio conto presso il Credito Artigiano; il Vaticano non ha mai risposto alle rogatorie della Procura di Roma, che conduce l’inchiesta.
Il 1 gennaio 2013 i bancomat vaticani hanno smesso di funzionare. Lo stop all'istituto bancario Deutsche Bank Italia che da anni gestisce il sistema bancomat-pos  all'interno del Vaticano è stato voluto dalla Banca d'Italia perché, secondo la normativa antiriciclaggio - il Vaticano, stato extracomunitario, ha un "assetto di vigilanza e scambio informazioni inadeguato ". Deutsche Bank Italia, banca di diritto italiano, aveva aperto Pos in Vaticano nel 1997, chiedendo la necessaria autorizzazione alla Banca d'Italia solo nel 2012, che però era stata respinta in quanto il Vaticano non rispetta le norme antiriciclaggio.
La Banca d'Italia ha chiarito come tutti i soldi che vengono acquisiti attraverso i Pos dei circa ottanta “punti vendita” del Vaticano confluiscano su un unico conto intestato allo IOR e aperto, appunto, presso una filiale della Deutsche Bank, di cui non è possibile conoscere l’intestatario effettivo così come è impossibile sapere chi abbia la delega a operare.
Il timore è che i soldi acquisiti tramite i pagamenti elettronici vengano utilizzati per operazioni di riciclaggio e sembra che nel 2012 siano transitati più di 40 milioni di euro su quel conto.
Il servizio bancomat è stato ripristinato a metà febbraio 2013, sostituendo la Deutsche Bank Italia con Aduno, società svizzera e in quanto svizzera fuori dalla UE e dalla vigilanza italiana.

moneyval

IOR, Monti e Moneyval

Moneyval è la divisione del Consiglio d’Europa che valuta i sistemi anti riciclaggio. Per essere inseriti nell'elenco dei Paesi virtuosi occorre che gli Stati rispettino 16 criteri ("raccomandazioni").
Se ne rispettano solo 8 gli Stati vengono messi nella "black list" dei sospettati di rendere possibile il riciclaggio di denaro di provenienza illegale.
Nella riunione di Moneyval del 3 luglio 2012, il governo Monti si è mosso per evitare che il Vaticano finisse nella black list, imponendo il silenzio ai funzionari dell’UIF (Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia), che avrebbero riferito delle implicazioni dello IOR in diverse vicende giudiziarie.
Per non essere complice di una posizione sbagliata il direttore dell' UIF, Giovanni Castaldi, ha ritirato i suoi due dirigenti dalla delegazione che rappresentava il nostro Paese.
Così il Vaticano ha ottenuto un giudizio positivo su 9 criteri e quindi l'inserimento nella "grey list", quella dei paesi che si stanno adeguando! 

i presidenti dello IOR

freyberg Per quasi nove mesi, ovvero dalla sfiducia a Gotti Tedeschi nel maggio 2012, lo IOR è rimasto senza presidente. Ma subito dopo l'annuncio delle dimissioni di Papa Benedetto XVI, è iniziato un pressing del Segretario di Stato, cardinale Tarcisio Bertone per imprimere un’accelerazione nella scelta del nuovo presidente dell’istituto bancario, sfociata nella nomina alla guida dello IOR del tedesco Ernst Von Freyberg, appartenente al Sovrano e Militare Ordine di Malta.
"Rammarico e disagio per la nomina del nuovo presidente dello IOR" è espressa in una nota dai direttori delle riviste missionarie. "Ci ha stupito e ci rammarica la decisione di affidare la nuova presidenza dello IOR all'avvocato Ernst von Freyberg, presidente della Blohm & Voss", società di Amburgo attiva nella cantieristica navale civile e militare, spiegano padre Efrem Tresoldi (direttore di Nigrizia), padre Mario Menin (direttore di Missione Oggi) e padre Alex Zanotelli (direttore di Mosaico di pace), le tre riviste promotrici della Campagna di pressione alle "banche armate" che dal 2000 svolge un attento monitoraggio delle operazioni di finanziamento e di sostegno al commercio di armamenti da parte degli istituti di credito.
Ernst von Freyberg è rimasto in carica fino al 9 luglio 2014, quando "non essendo in grado di dedicarsi a tempo pieno allo IOR a causa di altri impegni" è stato sostituito dal finanziere francese Jean-Baptiste de Franssu.

e papa Francesco ?

Papa Francesco, quando era arcivescovo di Buenos Aires, aveva fatto della lotta alla corruzione uno degli assi portanti della sua azione.
Inoltre Papa Francesco quando era arcivescovo di Buenos Aires si sbarazzò delle partecipazioni che la diocesi aveva in diverse banche e per garantire rigore ai conti della diocesi ricorse a banche di prim’ordine.
Papa Francesco, il 23 aprile 2013, durante l’omelia, accortosi della presenza di dipendenti dello IOR, ha detto:
“Ci sono quelli dello IOR, scusatemi eh, tutto è necessario, gli uffici sono necessari, eh, va be’. Ma sono necessari fino ad un certo punto: come aiuto a questa storia d’amore. Ma quando l’organizzazione prende il primo posto, l’amore viene giù e la Chiesa, poveretta, diventa una ong. E questa non è la strada”.
D'altronde Papa Francesco ha espresso con chiarezza il suo pensiero con queste parole pronunciate tre giorni dopo l’elezione: “Come vorrei una Chiesa povera e per i poveri”.

papa Francesco

un po' di pulizia ?

L'orientamento del nuovo pontefice inizia presto a dare i suoi frutti: il presidente dell’Istituto per le Opere di Religione, von Freyberg, ha annunciato che, per ottenere l’ingresso nella “white list” di Moneyval, lo IOR si avvarrà della consulenza di una primaria società internazionale di certificazione affinché sia verificato il rispetto degli standard internazionali di contrasto del riciclaggio.
Nel giugno 2013, Papa Francesco ha istituito una Pontificia Commissione Referente sullo IOR; commissione cui tutti debbono collaborare senza frapporre segreti bancari; ciò nonostante esistesse già una Commissione Cardinalizia di Vigilianza dello IOR presieduta dal cardinale Bertone, il cui mandato era stato prolungato da Benedetto XVI, prima di lasciare il pontificato, fino al 2018.
Nell'agosto 2013 Papa Francesco ha emanato un documento sovrano ("motu proprio"), composto da quattro articoli appena e nell'ultimo di essi è prevista l'istituzione di un Comitato di sicurezza finanziaria che avrà l'incarico di "di coordinare le Autorità competenti della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano in materia di prevenzione e di contrasto del riciclaggio, del finanziamento del terrorismo e della proliferazione di armi di distruzione di massa".
logo IOR Il primo ottobre 2013, per la prima volta, lo IOR pubblica il suo bilancio, che tra l'altro segna un utile netto di 86,6 milioni di euro su un totale di 18,900 clienti e 114 dipendenti, e, dato non secondario, esce con una  certificazione conforme ai princìpi contabili internazionali omologati dalla Commissione Europea.
Lo IOR fornisce un contributo di circa 55 milioni di euro al bilancio complessivo del Vaticano.

finti poveri
Tra le segnalazioni pervenute all' UIF, Ufficio Informazione Finanziaria, l'anti-riciclaggio di Bankitalia,  ci sono alcune "storielle poco francescane".
Tra il 27 aprile e il 18 maggio 2010, l'allora Arcivescovo di Urbino, Francesco Marinelli, ha eseguito sei bonifici per complessivi un milione e 100 mila euro in favore di 4 suoi parenti. JP Morgan chiede allo IOR le informazioni anti-riciclaggio su questi bonifici. Lo IOR non risponde.
Il 5 ottobre 2010, suor Graziella L. si presenta allo sportello della Banca Prossima, filiale di via Aurelia in Roma, con 15 mazzette, ciascuna di 100 biglietti da 100 dollari USA, (150 mila dollari USA) prelevati allo IOR e le versa sul conto dell'Istituto delle Suore Francescane Angeline, preannunciando altre operazioni simili a breve.

Lo IOR trasparente?

Lo IOR è un istituto di credito atipico; non è un organismo ufficiale della Santa Sede e per questo motivo non ha l'obbligo di rendere pubblici i bilanci.
L'esigenza di trasparenza manifestata dal Papa è giustificata anche dai continui scandali suscitati dalla scarsa trasparenza dell'operato dello IOR, ultimo l'arresto di monsignor Scarano, responsabile del servizio di contabilità analitica dell'Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica (APSA - l'organismo che gestisce i beni della Santa Sede), con l'accusa di riciclaggio di denaro anche tramite conti IOR; dopo una settimana si dimettono direttore e vicedirettore della banca vaticana, Paolo Cipriani e Massimo Tulli (cui la Procura di Roma contesta la violazione della normativa anti-riciclaggio). 
Da notare che fu proprio il conflitto con Cipriani, appoggiato dal cardinale Segretario di Stato Bertone, a determinare il licenziamento di Gotti Tedeschi.
Nel dicembre 2013, da un'inchiesta del giornale il Fatto emerge che, sebbene chi preleva più di 10.000 euro dallo IOR in Vaticano debba dichiararlo alla Dogana Italiana, nel 2011 lo hanno fatto solo 3 su 1894 e, nel 2012, solo 4 su 1782. Il Ministro italiano dell'Economia, Saccomanni, rispondendo all'interrogazione di una parlamentare del movimento 5 stelle, conferma che in due anni ci sono state 3696 dichiarazioni non presentate per "altrettanti flussi che violano la legge dal Vaticano verso l'Italia".
Nel gennaio 2014, Papa Francesco modifica la composizione della Commissione cardinalizia di vigilanza sull'Istituto per le opere di religione (IOR): il cardinale Bertone esce dall'organismo (per volontà del Papa, il suo mandato, che doveva durare 5 anni, termina dopo 11 mesi).

Verso la trasparenza o no?

IOR Il 1º ottobre 2013, lo IOR per la prima volta nella sua storia ha pubblicato il suo bilancio, scaricabile sul sito internet dello IOR.
Dopo che erano state avanzate le ipotesi di chiudere lo IOR o di trasformarlo in banca etica, Papa Francesco il 6 aprile 2014 ha approvato la riforma dell'istituto che dovrà "fornire servizi finanziari specializzati alla Chiesa cattolica in tutto il mondo"  sotto la supervisione regolamentare dell'AIF (Autorità di informazione finanziaria), autorità dello Stato della Città del Vaticano, il tutto con l'impegno di adeguarsi alle norme internazionali sulla trasparenza finanziaria.
Con il nuovo corso di trasparenza finanziaria voluto da papa Francesco, lo IOR ha chiuso nel 2014 oltre 3 mila depositi bancari, di cui circa 800 italiani.
L' Italia ha varato una norma ("volontary disclosure") che facilita il rientro dei capitali dai paradisi fiscali, con il dimezzamento delle sanzioni per chi riporta a casa i soldi, e fornisce ai paesi l’opportunità di essere cancellati dalla black list se firmano un’intesa bilaterale con l’Italia per uno scambio di informazioni prima del 2017.
IOR Dopo la firma di Svizzera, Monaco e Liechtenstein, sono ora in atto trattative con la Santa Sede per un trattato internazionale sullo scambio di informazioni bancarie.
Ma un episodio mostra esserci ancora da parte del Vaticano la volontà di tutelare la riservatezza a scapito delle indagini.
La Procura di Roma aveva presentato alla Svizzera l'11 marzo 2014 una richiesta di assistenza giudiziaria per seguire la traccia di un bonifico di 360 mila euro avvenuto nel 2006 verso il conto IOR di monsignor Bonicelli (91 anni, già vescovo di Siena), usato da Giovanni Morzenti, un imprenditore famoso per essere stato presidente della Federazione italiana sport invernali, già condannato a 4 anni e 7 mesi di reclusione per concussione. I magistrati romani vogliono sapere tutti i movimenti dal gennaio 2006 al dicembre 2007 del conto intestato allo IOR presso la banca svizzera UBS. Lo IOR ricorre al Tribunale penale federale, che però respinge il ricorso e consegna all'Italia l'elenco di tutti i movimenti del 2006-2007 del conto UBS intestato allo IOR.
IOR Ai tempi dell’ex Segreterio di Stato Tarcisio Bertone era stato deciso che tutti i movimenti precedenti all’aprile del 2011, anche se un poco loschi, sarebbero rimasti al riparo del muro della non-retroattività; paradossalmente proprio per una decisione della patria del segreto bancario ora comincia a scricchiolare quel muro di omertà.
 
 


ultimo aggiornamento: 15 maggio 2015

FONTI

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hhttp://it.wikipedia.org/wiki/Istituto_per_le_Opere_di_Religione
http://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Marcinkus
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http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/letters/1990/documents/hf_jp-ii_let_19900301_ist-opere-religione_it.html
http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/cronaca/chiesa-commento-mauro/segreti-ior/segreti-ior.html
http://www.cdbchieri.it/rassegna_stampa_2010/ior.htm Ior, carte truccate per difendere Andreotti di Peter Gomez
Mario Guarino; Fedora Raugei, Gli anni del disonore, Bari, Dedalo, 2006,pag 115
http://www.gialli.it/il-giorno-in-cui-mori-papa-luciani
http://www.lsdmagazine.com/chi-era-monsignor-marcinkus/549/
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-09-21/dalla-banca-italia-stop
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http://www.formiche.net/2013/01/29/i-misteri-della-vicenda-deutsche-bank-vaticano/
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http://www.corriere.it/cronache/12_giugno_20/depositi-cifrati-ior-trasferito-milliardo-timore-antiriciclaggio-fiorenza-sarzanini_cad27680-baaf-11e1-9945-4e6ccb7afcb5.shtml
http://parlamento.openpolis.it/atto/documento/id/76054
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http://www.agi.it/articoli/201302211611-eco-rom0075-ior_missionari_insorgono_contro_nomina_presidente
http://www.linkiesta.it/blogs/faust-e-governatore/cosa-c-e-dietro-il-licenziamento-del-presidente-dello-ior-la-banca-del-vat
http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/i_segreti_di_gotti_tedeschi_allo_ior_mi_volevano_morto/notizie/200995.shtml
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http://www.formiche.net/2013/04/14/che-cosa-succede-allo-ior-con-papa-francesco/
http://www.formiche.net/2013/04/24/papa-francesco-a-sorpresa-ior-necessario-fino-a-un-certo-punto/
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http://www.repubblica.it/esteri/2013/09/30/news/lo_ior_per_la_prima_volta_svela_i_conti_profitti_per_87_milioni_nel_2012-67555646/
http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/1365651/Vaticano--un-altro-scandalo----la-Santa-Sede-nasconde-gli-evasori.html
http://www.repubblica.it/esteri/2014/01/15/news/vaticano_commissione_vigilanza_ior-75991648/
http://www.repubblica.it/esteri/2014/04/07/news/ior_papa_francesco_ha_approvato_la_riforma_continuer_a_esistere-82939469/
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-07-08/chi-e-de-franssu-nuovo-presidente-ior-130129.shtml?uuid=AB9oulYB
http://www.gadlerner.it/2015/03/07/intesa-col-vaticano-verso-la-fine-del-segreto-bancario-dello-ior
http://foto.ilmessaggero.it/mondo/inchiesta-allo-ior-il-vaticano-indaga-due-ex-manager-per-peculato/0-85406.shtml
http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/what-ior-name-schiaffo-vaticano-svizzera-toglie-segreto-93124.htm