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2009 - La crisi della GRECIA


La crisi greca ha fatto lievitare il costo del denaro preso in prestito dagli altri stati, come l’Italia, con eccessivi debiti pubblici, costringendoli a ridurre le spese e ad aumentare le tasse.

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Le radici della crisi

Dal 2000 al 2007 la Grecia sembrava una delle economie più in forma dell’eurozona. Il suo Prodotto Interno Lordo cresceva anche del 6 per cento (solo nel 2005 c’era stato un piccolo rallentamento della crescita, quando era cresciuto il deficit anche a causa dell'organizzazione delle olimpiadi di Atene).
All’epoca le agenzie di rating davano al debito greco la valutazione “A”; così, banche e altri fondi privati esteri prestavano denaro in grande quantità alla Grecia e a tassi molto ridotti, simili a quelli tedeschi.
I copiosi acquisti di debito greco hanno finanziato il disavanzo commerciale: la Grecia importava molto ed esportava poco.
L’economia greca è fragile: molto statalizzata e con un settore privato per lo più costituito da una miriade di imprese “nane” (come le taverne a conduzione famigliare, il turismo, ecc.) o da attività importanti, ma da sempre con sede legale all'estero (come nel campo della marina commerciale).
Dunque un paese molto statalizzato,  con un sistema pubblico generoso - volto a comprare il consenso - unito ad una base imponibile molto modesta (i tavernieri che evadono e gli armatori che eludono).
Poi la crisi finanziaria del 2008 ha evidenziato problemi che fino a quel momento erano rimasti nascosti: la domanda si è arrestata e con essa il PIL.
Spesso la Grecia viene accusata di aver truccato i suoi conti per entrare nell'euro, ma al di là delle polemiche, sembrerebbe che il solo caso in cui il governo greco ha camuffato il deficit è stato quando, nel settembre 2009, il governo diretto da Karamanlis ha presentato una previsione di deficit del 6% (anche se il deficit di cassa in agosto era già dell’8% ed era stato pubblicato dalla Banca Centrale Greca), previsione che peraltro la Commissione Europea ha accettato senza esaminarla.
Dal 2004 al 2009 il governo del conservatore Karamanlis, ha fatto aumentare di 120 miliardi di euro il debito pubblico (che è passato in sei anni da 180  miliardi di euro a 300 miliardi di euro) grazie a dissenate politiche clientelari.
Nel 2009 il socialista George Papandreou, appena nominato capo del governo dopo le elezioni, ha annunciato che il precedente governo aveva ancora truccato il bilancio camuffando il deficit. La dirigenza dell''Istituto greco di Statistica (ELSTAT) è stata completamente cambiata e il rapporto deficit/PIL è balzato dal 3,4 al 15,6% del Pil - il più elevato dell'Unione europea - mentre il rapporto debito pubblico/PIL raggiungeva il 129,7%.

Lo scoppio della crisi

A fine 2009, poco dopo essere stato eletto, il premier, George Papandreou, ha dichiarato il rischio di bancarotta del Paese.
papandeou Il nuovo governo si è trovato a un bivio: da un lato, come promesso in campagna elettorale, voleva rilanciare l'economia aumentando la spesa pubblica, dall'altro doveva ridurre il deficit di bilancio per ridare fiducia agli investitori. 
Ma il problema della Grecia è che il suo debito pubblico è detenuto quasi tutto all’estero (soprattutto da investitori in Germania, Francia, Svizzera e Austria) e non dai risparmiatori nazionali.
Il governo socialista greco ha congelato salari e pensioni (al di sopra di duemila euro lordi mensili) e bloccate per il 2010 tutte le assunzioni pubbliche, salvo i settori chiave di sanità, scuola e sicurezza, con l'obiettivo di ridurre il deficit.
Intanto, la Commissione europea ha aperto una procedura di deficit eccessivo. Anche l'Ocse ha lanciato l'allarme sulla tenuta dei conti pubblici.
All'inizio del 2010, dopo nel periodo natalizio, le agenzie di rating internazionali, Fitch, Moody's e Standard & Poor's, hanno declassato i titoli di stato greci per tre volte in un mese, e si sono diffusi forti timori di una crisi del debito pubblico greco. I titoli di stato greci, già da qualche settimana, avevano iniziato a perdere terreno costringendo il Tesoro greco a pagare maggiori interessi nel timore che gli investitori stranieri portassero i loro soldi in luoghi più sicuri. Nell'aprile 2010, il declassamento del debito pubblico greco a "junk bond" (titoli spazzatura) ha creato allarme nei mercati finanziari.


crisi greca

Il primo prestito

Nei primi giorni di maggio 2010 l'Unione Europea ha deciso un programma di aiuti finanziari alla Grecia, a fronte di un consistente piano di risanamento delle finanze pubbliche.
Il programma prevede 6 tranche di prestiti per un totale di 110 miliardi in 3 anni, di cui 80 miliardi provenienti dai Paesi Comunitari e il resto dal FMI (Stand-by Arrangement).
Il ministro delle Finanze, George Papaconstantinou, che ha condotto le trattative con la Commissione UE, BCE e FMI, ha spiegato che «ogni trimestre ci saranno i controlli» da parte della UE-FMI sull'implementezione del piano di ritrutturazione dell'economia greca.
Il piano ha infatti previsto tagli alla spesa pubblica per 30 miliardi di euro entro i 3 anni (riduzione o abolizione della 13ma e della 14ma mensilità, riduzione delle pensioni e innalzamento dell' età pensionabile, congelamenti occupazionali e pensionistici e, nel privato, riduzione delle indennità di licenziamento e liberalizzazione della normativa sull'impiego, aumento del 2% dell'Iva, aumento del 10% delle imposte su carburanti, alcol, sigarette e beni di lusso).
Intanto, nel 2010, anche se il deficit indietreggia al 10,7%, il debito pubblico sale al 148,3 % del PIL, con il PIL che diminuisce del 4% (da 231 a 222 miliardi di euro).
La situazione non migliora nel 2011, con il tasso di disoccupazione che nel febbraio raggiunge il 15,9 % e con le agenzie di rating Moody's, Fitch, Standard & Poor's che a giugno abbassano ulteriormente il rating della Grecia, di diversi scalini al di sotto della soglia dei "titoli spazzatura", cosa che costringe il governo ad effettuare nuovi tagli per 6,5 miliardi di euro e nuove privatizzazioni al fine di ottenere nuovi prestiti da parte dell'Unione Europea e del Fondo Monetario Internazionale.
Nel settembre 2011 il governo greco vara un'ulteriore manovra stabilendo una tassa straordinaria sugli immobili, di circa 4 euro per metro quadrato, allo scopo di recuperare 2,5 miliardi di euro.
Ma la finanziaria sugli immobili non basta e il giorno 21 dello stesso mese di settembre, il governo ellenico si vede costretto ad una drammatica manovra che prevede la messa in mobilità di 30.000 dipendenti statali e un ulteriore taglio alle pensioni.
Viene istituita la "troika", formata da UE, BCE e FMI.
Il governo Papandreou tenta di sottoporre a referendum il piano di salvataggio, ma la minaccia da parte dell'Europa di sospendere gli aiuti economici gli impone il dietrofront, per cui annuncia le sue dimissioni.

Il secondo prestito

Nel novembre 2011, viene formato un governo di unità nazionale guidato da Lucas Papademos.
La Grecia, dal maggio 2010 al dicembre 2011, ha ricevuto prestiti per 73 miliardi di euro (52,9 dalla UE e 20,1 dal FMI).
A fine 2011, con un deficit al 9,4%, il debito pubblico greco supera il 170 % del PIL e, continuando la recessione, si registra un'ulteriore diminuzione del 6,3% del PIL.
I leader europei iniziano a progettare un secondo prestito di salvataggio da 130 miliardi di euro alla Grecia, condizionato all'attuazione di un altro duro pacchetto di austerità, prevedendo anche un costante controllo da parte della "troika" (UE, BCE, FMI) sull'impegno del governo greco nel correggere i conti pubblici.
Nel febbraio 2012, il parlamento greco approva il nuovo piano di austerità, richiesto dall'Unione europea e dal Fondo Monetario Internazionale, in cambio del nuovo prestito di 130 miliardi di euro per salvare il Paese dal fallimento.
Il pacchetto comprende nuovi tagli per 3,3 miliardi di euro, riduzione di 15.000 addetti nel settore pubblico, liberalizzazioni delle leggi sul lavoro, riduzione dello stipendio minimo da 751 a 600 euro al mese e nuove privatizzazioni.
La cittadinanza è furiosa e si ribella alle misure di austerità, ingaggiando nelle strade di Atene una battaglia campale con la polizia anti-sommossa.
Ma la sofferenza del popolo greco non è finita!
proteste La "troika" ha condizionato la concessione del secondo prestito anche alla "ristrutturazione" del debito: in pratica, 100 euro in titoli di stato ellenici sono sostituiti da 66,5 euro in più titoli, in parte messi dalla Grecia e in parte dal Fondo europeo di stabilità (EFSF).
Un taglio ("haircut") di almeno un terzo del valore (senza contare la riduzione degli interessi e la scadenza posticipata fino al 2042).
sommosse
Dal maggio al novembre 2012 la Grecia ha ricevuto prestiti per altri 75,6 miliardi di euro (73,9 dalla UE e !,7 dal FMI) per un totale di 148,6 miliardi dall'inizio della crisi.
Le elezioni del giugno 2012 hanno portato ad un governo di conservatori e socialisti, diretto dal conservatore Samaras, che, nel novembre 2012, ottiene dal Parlamento greco - nonostante lo sciopero generale e 100.000 persone scese in piazza ad Atene a protestare, con manifestazioni sempre più violente, fino ad una vera e propria guerriglia - l'approvazione di un'altra  manovra di lacrime e sangue: via tutti i bonus extra per pensionati e dipendenti statali; riduzione del 25% delle pensioni e degli stipendi (fino a meno 27%) di polizia, magistratura, militari, personale medico degli ospedali statali, docenti universitari, diplomatici; licenziamento senza preavviso per i dipendenti con meno di un anno di anzianità e di sei mesi per gli altri;  licenziamento di 45mila statali in tre anni (i primi duemila già entro gennaio); eliminazione della previdenza sociale sostituita da una sorta di indennità calcolata in base al reddito; innalzata fino a 67 (di due anni) l’età pensionabile, abolite le pensioni di parlamentari e autorità comunali ma solo quelli eletti d’ora in poi, facendo salve le pensioni di chi fino a oggi ha governato e che continuerà ad usufruire del cumulo di più pensioni.
Inoltre un piano di privatizzazioni, criticato  da parte del mondo culturale del paese, anche perché il totocalcio ellenico (Opap) che ha un giro d’affari da 300 milioni annui, è stato messo sul mercato per appena cento milioni di euro.
Mikis Teodorakis, il celebre compositore, si è scagliato contro una “classe dirigente inetta che ha svenduto il paese”, mentre “non una parola hanno speso sui giacimenti di petrolio, di metano e di oro che abbondano in Grecia” e che saranno appannaggio del “conquistatore straniero”.

Pensioni facili ...

La Grecia aveva un sistema pensionistico generoso e anche un po' bizzarro: la figlia nubile o divorziata aveva diritto alla pensione di reversibilità del padre defunto!
La Grecia in dieci anni ha sperperato fra i sette e gli otto miliardi di euro in pensioni non dovute, in quanto fasulle oppure pagate a persone decedute e riscosse da parenti senza scrupoli (circa 60.000 pensionati ormai deceduti percepivano ancora la pensione).
Lo ha reso noto il direttore dell'Istituto per la Previdenza sociale ellenica (Ika), Spyropoulos, secondo cui, grazie ai recenti accertamenti condotti dall'ente, sono stati risparmiati circa 700 milioni di euro.
In Grecia è molto diffuso il fenomeno delle pensioni fasulle, soprattutto per quanto riguarda quelle di invalidità: il ministero della Sanità ha scoperto che il 2% dei 35.000 abitanti dell'isola di Zacinto (circa 700 persone) - pur vedendoci perfettamente - risultano non vedenti dalla nascita e, in quanto tali, ricevono una regolare pensione di invalidità. Solo le pensioni truffate dai falsi ciechi di Zacinto ammontano a 6,4 milioni di euro all'anno.
... evasione fiscale
La Grecia (come l'Italia) ha una elevata evasione fiscale: si calcola che non incassi il 27,5% delle tasse.
Inoltre il 50% della popolazione non paga tasse

parlamento
crisi
in vendita
bambini

e ... spese militari

Tra il 2001 e il 2006 la Grecia è stata il quarto acquirente mondiale di armi, assorbendo il 15% dell'export dell'industria militare tedesca e il 10% di quella francese.
La Grecia nel 2009 è stata il Paese europeo della Nato che ha speso la più alta percentuale del PIL per la spesa militare (il 4% del PIL).
Prima di concludere il suo mandato Karamanlis ha ordinato 4 sottomarini prodotti dalla tedesca Thyssen-Krupp.
Il suo successore Papandreu, socialista, si è rifiutato di farseli consegnare, ma, come rivelato dal Wall Street Journal, Berlino e Parigi hanno preteso l’acquisto di armamenti come condizione per approvare il piano di salvataggio della Grecia.
Papandreu, ha ottenuto uno sconto e invece dei 4 sottomarini ne ha acquistati 2 (costo 1,3 miliardi di euro), ma ha dovuto prendere anche 223 carri armati Leopard II (altri 403 milioni).
Le pressioni della Merkel per favorire l'industria bellica tedesca sono state oggetto di critiche persino della stampa tedesca.
Inoltre, Papandreu, alla disperata ricerca di fondi, ha dovuto pagare pegno anche a Sarkozy, firmando un accordo per l'acquisto di 6 fregate e 15 elicotteri (4 miliardi di euro).
Inoltre la Grecia ha comprato dall'Olanda munizioni per i carri armati (tedeschi) per 13 milioni e mezzo di euro.
Infine, il governo Papademos ha programmato l'acquisto di 60 caccia intercettori: per il 2012 la Grecia prevede una spesa militare superiore ai 7 miliardi di euro, il tre per cento del Pil (L'Italia è a meno dello 0,9 per cento del Pil).

CONSIDERAZIONI

Nel 2012, per ridurre il proprio debito, il ministero del tesoro ellenico riacquista titoli di stato per 45 miliardi al prezzo di soli 15, riducendo così il debito pubblico di 30 miliardi.
A fine 2012, la Grecia è ormai al quinto anno consecutivo di recessione, con un calo complessivo del PIL stimato ufficialmente al 22%, il 26 % della popolazione attiva è disoccupata, il potere d’acquisto si è dimezzato,  un greco su due ha un reddito inferiore ai 4.871 euro all’anno e vive al limite della soglia di povertà.
La bilancia commerciale si è riequilibrata, ma in quanto sono calate le importazioni per la riduzione dei consumi.

Alcuni attribuiscono la responsabilità della sofferenza del popolo greco alle istituzioni europee e finanziarie (la cosiddetta troika: EU, BCE, FMI) per gli aumenti delle tasse e specialmente per i tagli imposti alla spesa pubblica (pensioni, stipendi, sanità).
Altri fanno notare che la crisi è del debito pubblico, cresciuto eccessivamente e utilizzato per politiche clientelari (pensioni facili e eccessive assunzioni nelle pubbliche amministrazioni) e non per investimenti per creare attività produttive (che avrebbero un domani potuto produrre per l’esportazione, ripagando così il debito): se la finanza è stata “miope”, lo sono stati anche i greci.

Ma forse si poteva fare di meglio per uscire dalla crisi ...

La diminuzione del PIL greco

PIL pro capitein euro
200821800
200921400
201020300
201118600
201217300
201316500
201416300
201516200
fonte: eurostat

Il terzo prestito

Il 25 gennaio 2015 si sono svolte le elezioni per eleggere i 300 membri del Parlamento ellenico. Syriza il partito guidato da Alexis Tsipras, ha vinto le elezioni con il 36 % dei voti, ottenendo 149 seggi, esprimendo la volontà popolare contro l'austerità imposta alla Grecia dall'Unione Europea.
In molti hanno visto nel partito di sinistra anti-austerity l'unica possibilità reale di cambiamento, disoccupati, lavoratori dipendenti, studenti, ma anche parte della classe media sopravvissuta finora alla crisi.
Tsipras, incaricato di negoziare con la BCE, il FMI e la UE il pagamento del debito greco, si è prima dimostrato duro con le richieste di austerity della UE, per poi moderare la sua posizione, cercando di volta in volta la proroga dei debiti e il mantenimento della liquidità per permettere una qualche ripresa, ma fallendo nell'intento, ha definito le condizioni imposte dai creditori "umilianti" per il popolo greco.
A fine giugno 2015, decide di indire un referendum, sul quale gli elettori sono stati chiamati ad accettare o rifiutare le proposte di ristrutturazione del debito fornite dai creditori. Il 5 luglio si è votato pro/contro le proposte dei creditori, votandosi in realtà pro/contro la permanenza nell'euro.
Il 15 agosto 2015, l’Unione Europea approva il terzo “bail-out” per la Grecia, un pacchetto di aiuti da 86 miliardi che portò i fondi destinati al paese nel corso degli ultimi cinque anni a un totale di 326 miliardi di euro, la più grande operazione di salvataggio della storia.
Ma per i greci la situazione continua ad essere molto complicata.
Dal 2010 ad oggi la Grecia ha visto emigrare mezzo milione di persone; il tasso di disoccupazione è al 24 per cento, il livello più alto d’Europa. Lo stato ha un debito di 320 miliardi di euro, pari al 180 per cento del PIL, il secondo rapporto più alto del mondo. Il PIL si è ridotto di un terzo rispetto al 2010.
Nonostante la situazione non sia migliorata, la crisi greca è scomparsa alle prime pagine; la crisi è oramai “normalizzata”: sacrifici e disagi sembrano essere diventati la nuova quotidianità. In realtà continua lo scontro tra il governo greco di Tsipras e la "troika" (BCE, FMI, UE).
Infatti i ministri delle Finanze dell’Eurozona hanno bloccato l’erogazione della nuova tranche di aiuti alla Grecia, rientrante nell’ambito del terzo piano di salvataggio, varato nell’agosto del 2015. La decisione è stata adottata, dopo che il governo Tsipras ha assunto alcune misure in aperta contrapposizione con quanto richiesto dalla Troika: in particolare, ha erogato ai pensionati una sorta di gratifica natalizia da 1,6 miliardi di euro, qualcosa come lo 0,9% del pil. E sembra un po' troppo, in un paese, dove già il 17,5% della ricchezza viene spesa ogni anno per pagare le pensioni, la percentuale più alta di tutta la UE! debito greco

FONTI (Grecia)

logoeurostat - General government gross debt
http://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_economica_della_Grecia
http://www.grecia.cc/crisi_economica_in_grecia_2012.html
http://www.grecia.cc/aiuti_economici_europei_alla_grecia.html
http://www.ilsole24ore.com - Grecia sull'orlo della bancarotta di Vittorio Da Rold
http://www.ilsole24ore.com - La sapete l'ultima sulla Grecia di Vittorio Da Rold
http://mauropoggi.wordpress.com/tag/grecia
http://www.guardian.co.uk/business/2010/jan/04/credit-rating-agency-sovereign-debt
http://www.iltempo.it Berlino si convince, via al fondo salva-Stati di Laura Della Pasqua
http://www.ilpost.it/2012/02/13/da-dove-vengono-i-guai-della-grecia/ di Antonello Guerrera
http://www.ilsecoloxix.it/p/economia/2012/12/06/AP5KU47D-grecia_disoccupazione_violenza.shtml
http://www.ansa.it - Grecia-Parlamento-approva-bilancio-2013.html
http://verdemoneta.investireoggi.it/swap-grecia-obbligazioni-efsf-dal-21-marzo-12-negoziabili-sul-mot-5089.html
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/08/grecia-sacrifici-per-terzo-prestito-della-troika-ma-casta-e-salva
http://temi.repubblica.it/limes/la-finanza-e-stata-miope-la-grecia-pure-e-la-francia/ di Giorgio Arfaras
http://www.lastampa.it/2012/11/13/economia/per-la-grecia-servono-altri-miliardi di Marco Zatterin
Corriere della sera,  13/2/2012, Quelle pressioni di Merkel e Sarko per ottenere commesse militari di Marco Nese
http://www.grecia.cc/crisi_economica_in_grecia_2015.html
http://www.ilpost.it/2016/08/14/grecia-crisi/
https://www.investireoggi.it/economia/grecia-debito-insostenibile-tsipras-nei-sondaggi-dimezzato/