economia x noi

2007 - 2008 : la crisi dei mutui subprime - 4 -


Home Page



Vai alla successiva


Quanto è costata la crisi del 2007-2008?

Vediamo gli interventi dei governi e delle banche centrali, iniziati nell’agosto del 2007, quando il governo statunitense ha messo sul mercato circa 100 miliardi di dollari.
Il 9 agosto la BCE è intervenuta con 95 miliardi di dollari.
In settembre il Regno Unito è costretto a intervenire per Northern Rock. Nel settembre 2008 (fallimento della Lehman Brothers), la Federal Reserve mette in atto il Talf (Term asset-backed securities loan facility) un programma di stimolo fiscale da 1.000 miliardi di dollari.
Nello stesso periodo l’amministrazione Bush vara il Tarp (Troubled asset relief program), con il quale foraggia il sistema bancario con circa 800 miliardi di dollari.
La Federal Reserve è ancora intervenuta con almeno 3.500 miliardi di dollari fra acquisti di titoli, bond, asset tossici, facilitazioni, aperture di linee di credito, ecc.
La Bank of England è intervenuta con la nazionalizzazione di diverse  banche inglesi, spendendo circa 3.800 miliardi di dollari.
La Fed, la Bank of England e la Bank of Japan sono intervenute di concerto con il "Quantitative easing" (allentamento quantitativo), una politica monetaria accomodante che prevede l’acquisto di asset tossici da parte delle banche centrali direttamente dalle singole banche private: la Fed ha speso circa 1.600 miliardi di dollari, la Bank of England, fornito liquidità per 1.200 miliardi di dollari, mentre la Bank of Japan è intervenuta per 1.100 miliardi di dollari.
Sommando questi interventi dei governi e delle banche centrali, la crisi è costata agli stati oltre 13.000 miliardi di dollari, di cui, circa la metà agli USA.
Per fare un confronto, la riforma sanitaria voluta da Obama si calcola che costerà 700-1000 milioni di dollari l'anno, come a dire che per i contribuenti americani, la crisi dei mutui subprime è costata da sola come 7-10 anni di migliore assistenza sanitaria.

ABN AMRO: Qualcuno si è scottato

L'ABN AMRO, è un gruppo bancario e assicurativo dei Paesi Bassi, prodotto di una lunga storia di fusioni e acquisizioni che risalgono al 1765.
Negli anni '90 è stato il gruppo bancario più  grande in Olanda, l'ottavo in Europa per capitalizzazione (con 68,3 miliardi di euro) ed uno dei maggiori nel mondo, operando in 63 paesi, con oltre 110.000 dipendenti.
Nel 2007 è stato acquistato (con la più grande acquisizione bancaria mai avvenuta fino ad allora) da un consorzio formato da Royal Bank of Scotland, Fortis e Santander; di conseguenza, l'ABN AMRO è stato diviso in tre parti, ciascuna di proprietà di una delle tre banche del consorzio.
Ma presto la Royal Bank of Scotland e la Fortis ebbero problemi: per finanziare l'acquisizione della ABN AMRO avevano esaurito le riserve proprio al momento dello scoppio della crisi finanziaria del 2007-2008.
Mentre Santander ha incorporato la sua parte, nell'ottobre 2008 lo Stato olandese ha acquisito gli asset olandesi di Fortis e quindi anche l'ABN AMRO, mentre quelli di proprietà della Royal Bank of Scotland, con la nazionalizzazione di questa, sono passati in gestione al governo britannico.
<
Ma la storia non è finita ...
In Australia tre comuni (Wingecarribee, Parkes e Swan) hanno chiamato in causa, promuovendo una class action, la succursale australiana della Lehman Brothers (la Grange Securities Ltd).
Nella class action 72 Comuni ed altri enti  hanno affermato di aver subito perdite dall’acquisto di prodotti finanziari complessi, tra cui le Synthetic Collateralized Debt Obligation (SCDO), prodotti finanziari ad alto rischio.
La Corte ha rilevato che le SCDO non avevano le caratteristiche che Lehman Brothers Australia aveva promesso nei contratti stipulati con i comuni.
In particolare, le SCDO non erano adatte per investimenti prudenziali, né in grado di essere facilmente liquidati in contanti e non erano facilmente commerciabili.
Il Tribunale federale ha rilevato che Lehman Brothers Australia ha agito in violazione dei suoi doveri fiduciari nei confronti dei Comuni come loro consulente finanziario tenendo una condotta ingannevole.
La Corte, con una decisione che può avere implicazioni di ampia portata nel campo della regolamentazione finanziaria, ha emesso il 21 settembre 2012 la sentenza, condannando la Grange Securities Ltd a risarcire i tre Comuni per 16 milioni di dollari per le perdite subite a causa di questi investimenti (restando ancora da calcolare le perdite degli altri aderenti alla class action).

I personaggi

Richard Severin Fuld

Richard S. Fuld Presidente e Amministratore Delegato (Chief Executive Officer) della Lehman Brothers dal 1994, negli ambienti di Wall Steet era soprannominato "il gorilla" per la competitività e la tendenza a grugnire. Prima del fallimento della Lehman Brothers, Fuld ha ricevuto compensi pari a 34 milioni di dollari nel 2007 e 40.5 milioni di dollari nel 2006. Dopo la bancarotta della sua società (la più grande della storia), Fuld nel novembre 2008 ha venduto la sua villa in Florida (comprata quattro anni prima per 13 milioni di dollari) alla moglie Kathleen per 100 dollari, in modo da mettere la proprietà al riparo da eventuali azioni legali. Poco dopo il fallimento, fu chiamato a testimoniare davanti alla "Commissione sul controllo e la riforma dell'amministrazione" e quando il presidente della commissione gli ha chiesto dei suoi guadagni: "Non le sembra di aver guadagnato troppo, visto che la banca è poi fallita?" - Fuld: "No. Se si guarda alla media annuale, circa 60 milioni di dollari, ero ampiamente nei parametri del settore". E' interessante anche la sua risposta ad un'altra domanda: "Visto quello che è successo come pensa che dovrebbe cambiare il sistema dei controlli?" - Fuld: "Il contesto in cui furono concepite le regole attuali è superato. Allora si scambiavano 10 milioni di azioni al giorno, oggi siamo vicini ai 5 miliardi. L'elettronica ha globalizzato il mercato e gli investitori oggi hanno il diritto di indirizzare il loro denaro sulle attività che rendono di più e il denaro si muove velocemente. Per questo ritengo che la regolamentazione nazionale sia superata e credo che serva una regolamentazione più globale. Mi focalizzerei anche sulle riserve di capitale, chiedendo più capitale sugli asset meno liquidi". Nel 2010 ha testimoniato di fronte alla "Commissione d'inchiesta sulla crisi finanziaria" del parlamento di  Washington, anche in questa sede ha negato ogni responsabilità sia riguardo la leva finanziaria troppo alta, sia sui mancati controlli e sulle irregolarità contabili. Dal maggio 2010, Fuld è entrato nella Legend Securities, una banca d'investimento di New York

Joseph Cassano

Joseph Cassano Dirigente americano della compagnia d'assicurazioni AIG, a capo della AIG Financial Products di Londra, dove, dal 1987 fino a quando fu costretto al ritiro nel marzo 2008, ha ricevuto 315 milioni di dollari: 280 milioni in contanti e 34 milioni di bonus. Cassano è rimasto sul libro paga milionario fino a tutto settembre 2008, anche dopo che erano stati necessari 85 miliardi di dollari dei contribuenti per rattoppare i suoi errori e salvare, nazionalizzandola, la AIG. Quando, nel mese di ottobre, è stato chiesto all'amministratore delegato della AIG, Martin Sullivan, perché l'azienda conservava ancora Cassano allo stipendio di 1 milione al mese, nonostante il suo ruolo nella crisi, questi con faccia tosta ha risposto al Congresso che AIG aveva voluto mantenere "i 20 anni di conoscenza del signor Cassano".

James Dimon

James Dimon Amministratore delegato e presidente della JP Morgan, ha evitato il fallimento della banca Bear Stearns, facendola comprare dalla JP Morgan, che è uscita dalla crisi come la banca americana più forte e più stabile. Ha contribuito a finanziare i democratici nella campagna per l'elezione presidenziale del 2008, ma in seguito ha polemizzato contro i tentativi di Obama di porre nuove regole bancarie, accusando Volcker, già a capo della Fed, di "non capire come funzionano i mercati di oggi" e sostenendo la capacità delle banche di autoregolamentarsi, infine è passato a sostenere il repubblicano Romney. Ma, nel maggio 2012, si è dovuto scusare pubblicamente, per le ingenti perdite subite dalla JP Morgan grazie ai derivati.

Ancora too big to fail?

Un trader della J.P. Morgan, Bruno Michel Iksil, a tre anni di distanza dal fallimento della Lehman Brothers, ha venduto enormi quantità di titoli di assicurazione CDS (credit default swaps) sul default di una serie di aziende.
Iksil capo dell'area investimenti della banca a Londra, opera sotto la direzione dello Chief investment office, gestito da Ina Drew, i cui compensi hanno raggiunto i 15 milioni di dollari l'anno.
Da notare che le banche commerciali, come la JP Morgan, secondo la Dodd-Frank, dovrebbero presto smettere di assumersi rischi facendo trading con i soldi dei correntisti.
Gli hedge funds che hanno comprato i CDS dalla J.P. Morgan, scommettendo sul fallimento di quelle aziende, guadagneranno molto se le aziende non saranno in grado di pagare le obbligazioni che hanno emesso.
In tal caso, le perdite per la J.P. Morgan sarebbero elevate, ma inizialmente sembra che Iksil abbia fatto guadagnare alla sua banca circa 100 milioni l'anno.
Il Chief investment office è stato gestito per anni da Ina Drew, i cui compensi hanno raggiunto i 15 milioni di dollari l'anno,
Tra le grandi banche americane, la JP Morgan, uscita a testa alta dalla crisi del 2008, era ritenuta la più sicura e con i conti in ordine, e l'amministratore delegato e presidente della JP Morgan, Jamie Dimon, come un nuovo "re di Wall Street", era in grado di criticare e condizionare le nuove riforme bancarie.
Ma il 13 maggio 2012, sulla rete televisiva NBC, Dimon si è scusato per quello che ha definito un «errore terribile, madornale»: le perdite si sono gonfiate nel'arco di soli 15 giorni, alla velocità di 150 milioni al giorno; in poche settimane le perdite sui CDS sono giunte a 2,5 miliardi di dollari e potrebbero superare i 4 miliardi entro la fine del 2012.

FONTI (2007-2008)

logo ● www.rivaluta.it - La crisi subprime in realtà è il sogno americano infranto di Michele Giudilli
● www.consob.it - La crisi dei mutui subprime di Nadia Linciano -
● www.nelmerito.com - Crisi subprime i fatti salienti di Vincenzo D'Apice
● www.en.wikipedia.org/wiki/Joseph_Cassano
● www.en.wikipedia.org/wiki/Gramm_Leach_Bliley_Act
● www.en.wikipedia.org/wiki/Lehman_Brothers
● www.it.wikipedia.org/wiki/Glass-Steagall_Act
● www.it.wikipedia.org/wiki/Crisi_economica_del_2008-2010
● www.it.wikipedia.org/wiki/Credit_default_swap
● www.rivaluta.it/articoli/crisi-subprime.asp
● www.consob.it/documenti/quaderni/qdf62.pdf - The Role of Banks in the Subprime Financial Crisis by M. Fratianni, F. Marchionne
● www.lettera43.it/economia/8658/fannie-freddie-e-la-grande-recessione-usa.htm
● www.venus.unive.it - Processi di trasmissione della crisi subprime dal mercato finanziario USA al sistema finanziario mondiale ed effetti sull’economia globalizzata di Bellenzier, Bertocco, Franco, Gastaldello
● www.borsaitaliana.it/notizie/speciali/crisi-mercati-2008/crisiunioneeuropea/northern-rock.htm
● www.treccani.it/enciclopedia/volcker-rule
● www.bancaetica.com - Mini guida per capire la crisi della finanza di Andrea Baranes
● www.cosmopolisonline.it/20081215/castagnola.php - La crisi più grave: cosa sta succedendo e cosa avverrà di Alberto Castagnola
● www.sinistrainrete.info - Dalla crisi dei mutui subprime alla grande crisi finanziaria di Francesco Macheda
● www.aeeeitalia.it/documenti/Crisi/docrisi/postfa%20Bruni.pdf - Contro la crisi: cultura e regole di Franco Bruni
● www.borsaitaliana.it/notizie/speciali/crisi-mercati-2008/crisideimercati/subprime.htm
● www.innovazionediritto.unina.it/archivionumeri/0806/rispoli.html - Crisi dei mercati finanziari e incertezze delle politiche di salvataggio di Marilena Rispoli Farina
● www.linkiesta.it - Subprime, Lehman, Grecia: 21mila miliardi per salvarsi di Fabrizio Goria
● www.dazebao.org - Riforma di Wall Street. Legge Dodd Frank sul tavolo di Obama di Antonio Fossa
● www.it.euronews.com/2012/01/28/bonus-dimezzato-per-il-boss-di-rbs-hester-ma-ai-britannici-non-basta
● www.lettera43.it/politica/38298/londra-goodwin-non-e-piu-sir.htm
● www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati
● La "balena di Londra" sul mercato dei derivati - Federico Fubini - Corriere della Sera 7.4.2012 pag 53
● Se riparte lo scontro sulle regole di wall street - Massimo Gaggi - Corriere della Sera 13.5.2012 pag 19
● http://www.timebase.com.au/topics/2012/09/25/landmark-decision-wingecarribee-shire-council-v-lehman-brothers-australia-ltd-liq